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Escursioni - Ravenna

Vacanze Ravenna Hotel

Ravenna è uno scrigno d’arte, di storia e di cultura di prima grandezza, è una città di origini antiche con un passato glorioso e fu tre volte capitale: dell’Impero Romano d’Occidente, di Teodorico Re dei Goti, dell’Impero di Bisanzio in Europa.
Nelle basiliche e nei battisteri della città si conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità risalente al V e al VI secolo e otto monumenti di Ravenna sono inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Se Ravenna fu il maggiore centro politico e culturale dell’Occidente nei secoli che accompagnarono il declino della civiltà latina, nondimeno essa offre testimonianze anche di epoche più recenti: dall’archeologia della Domus dei Tappeti di Pietra al vasto porto romano di Classe.
E’ la città che serba le spoglie di Dante Alighieri e ne mantiene viva la memoria con importanti manifestazioni culturali.
Nel sinuoso andamento delle sue strade si legge ancora il suo passato di centro lagunare, la presenza dell’acqua nei canali che la traversavano, chiusi durante la dominazione veneziana, sul finire del ‘400, aprendo di contro l’elegante spazio della piazza maggiore, oggi Piazza del Popolo.
Nel ‘700 la città fu collegata al mare da un nuovo canale navigabile, l’attuale porto, che i Ravennati chiamano Candiano: il Canale Corsini aprì allora nuove prospettive di ripresa dell’antica vocazione portuale.

L’offerta culturale di Ravenna è ricca e diversificata: il MAR, Museo d’Arte della città propone esposizioni periodiche di altro profilo e ospita diverse collezioni permanenti; il Museo Nazionale di Ravenna espone un variegato complesso di raccolte, tra le quali reperti da scavi di epoca romana e bizantina; il Museo Arcivescovile comprende la Cappella di Sant’Andrea (Unesco); il Museo Dantesco raccoglie cimeli legati al culto e alla fama del Poeta, mentre il Museo del Risorgimento testimonia i vivaci sentimenti mazziniani e garibaldini che animarono i Ravennati in un recente passato.
A due passi dal mare, Ravenna offre anche nove località balneari lungo i suoi 35 chilometri di costa, per una ricca varietà di occasioni di soggiorno e vacanza. L’organizzazione dei servizi è efficiente e dinamica, e la scelta per godersi la vacanza è quanto mai ampia: sole e relax, giochi, attività sportive e fitness, escursioni e parchi, fra cui quello a tema di Mirabilandia, oltre a una variegata e gustosa offerta enogastronomica.
Numerose sono le piste ciclabili, che consentono di raggiungere qualsiasi punto della città, il parco Teodorico, il Planetario, il Giardino delle Erbe Dimenticate o la Basilica di Sant’Apollinare in Classe. E per gli amanti della natura e delle escursioni nulla può essere più emozionante di una sosta nell’oasi di Punte Alberete, tra silenziose foreste allagate, rifugio per rare specie di uccelli o una visita al Museo NatuRa di Sant’Alberto, situato al confine con le valli.
Le storiche pinete di San Vitale e di Classe, con la loro unicità quali monumenti naturali ha motivato il loro inserimento tra le aree protette del Parco del Delta del Po. Ravenna è un mosaico che vive.

I mosaici, oro di Ravenna nel mondo
Per la suprema maestria artistica dell’arte musiva, ben otto dei monumenti di Ravenna sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità: San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, i Battisteri, Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, la Cappella Arcivescovile e il Mausoleo di Teodorico. Insieme raccontano lo splendore di milleseicento anni di storia. Tra i monumenti che vanno visti anche le antiche Domus, quella dei Tappeti di Pietra e quella del Triclinio, la zona dantesca e la Loggetta Lombardesca, sede del Museo d’Arte della città.

Oltre al grande patrimonio d’arte, la città bizantina offre ai suoi visitatori nove accoglienti località balneari: Casalborsetti, Marina Romea, Porto Corsini, Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio che si snodano su trentacinque chilometri di spiagge ampie e dorate.

 

L’olio di Brisighella

Fra le valli del Lamone e del Senio la coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio risalgono all’epoca romana. A testimoniarlo, il frantoio familiare del II secolo d.C., rinvenuto a Brisighella nella cripta della Pieve del Thò. Sulla straordinaria qualità dell’olio incidono il microclima temperato, dovuto alla cordigliera gessosa che protegge le coltivazioni dai venti freddi del nord, e la particolare conformazione geologica dei terreni. Il periodo della raccolta e produzione dell’ottimo extravergine va dai primi di novembre alla metà di dicembre. La raccolta, definita brucatura, è eseguita a mano accarezzando i rami con l’aiuto di "pettinini" e facendo cadere le olive in reti sotto la chioma. L’olio che se ne ricava, estratto a freddo per sgocciolamento, è così tipico e caratteristico da conseguire, primo in Italia, il marchio europeo di Denominazione di origine protetta, applicato all’olio "Brisighella" e "Brisighello".

La produzione deriva principalmente da due cultivar tipiche locali: Nostrana di Brisighella e Ghiacciola. Dalla varietà Nostrana di Brisighella si ottengono gli oli Brisighella Dop: sentore di fiori, sapore deciso, eccellente su ortaggi, cereali e zuppe, e il Cru Brisighello: profumo ampio, dal sapore di mandorle che si sposa magnificamente con i piatti di pesce. La produzione media annua si aggira attorno alle 5.000 bottiglie. Dalla più rara e preziosa varietà Ghiacciola si produce il Nobil Drupa, profumo fruttato e un sapore sottile e amarognolo, che si abbina pienamente alla cucina mediterranea e rustica. La sua produzione è limitata. Utilizzato da grandi chef, l’olio di Brisighella rappresenta un segno distintivo nelle più ricercate cucine italiane.

Brevi note per un'itinerario in provincia.
Interessa i Comuni di Faenza, Brisighella, Casola Valsenio, Riolo Terme e Castelbolognese, e interseca in successione le valli del Marzeno, del Lamone e del Senio, ai confini con la Romagna toscana (il versante romagnolo del Mugello).
L'itinerario collega tra loro luoghi di particolare fascino storico e artistico, dalla Faenza rinascimentale e neoclassica con le sue Ceramiche artistiche alla quattrocentesca Torre di Oriolo dei fichi, dal suggestivo borgo medievale di Brisighella ai piedi delle rocce gessose dei suoi tre colli a Riolo Terme stretta attorno alla sua antica rocca, a Casola Valsenio tra luoghi storici, antiche torri d'avvistamento e Pievi romaniche.
Gli elementi dell'ambiente e del paesaggio di questi luoghi sono altrettanto rilevanti: attraversando i calanchi delle prime colline, tra viti, ulivi, pini, cipressi e ginestre, si giunge alla zona della Vena dei gessi romagnoli con aspetti naturalistici di grande interesse e un'area ricca di grotte naturali e particolarmente attraente per appassionati della natura e della speleologia.
Elemento di unione del territorio, oltre alla storia e al paesaggio, sono soprattutto i Sapori delle sue produzioni tipiche e della sua gastronomia.
Primi tra tutti i vini con le pregiate produzioni delle DOC di Romagna (Albana, Sangiovese, Trebbiano, Cagnina e Pagadebit) e delle DOC Colli di Faenza che si possono degustare ed acquistare presso i produttori.
Vi sono poi l'Olio extravergine di oliva DOP di Brisighella, (Brisighello, Pieve Tho, Nobil Drupa) pregiatissimo prodotto per l'alta ristorazione, una delle produzioni di punta su scala nazionale e lo Scalogno di Romagna, aromatico bulbo in uso nella gastronomia locale, valorizzato dalla specifica Sagra a Riolo Terme.
A Casola Valsenio si trova il Giardino delle erbe officinali che influenza con i suoi aromi la cucina tradizionale di tutta la zona.
Questi e tanti altri Sapori accompagnano e stupiscono il visitatore ad ogni incontro in meravigliosa sintonia con la natura, le attività dell'uomo, le tradizioni e la storia dei luoghi.


Cervia

Altra meta da non mancare è Cervia, con la sua piacevole atmosfera di mare e il suo tesoro millenario, il sale. L’itinerario sulla "via dell’oro bianco" passa dai Magazzini del Sale, dal Museo della Civiltà Salinara, dalla Torre di San Michele, dalle Case dei Salinari per arrivare alle Saline, dove un tempo sorgeva la città antica, demolita alla fine del Seicento e ricostruita in riva al mare.

Dal centro visite delle Saline partono le escursioni e le passeggiate lungo i percorsi storico, botanico e avifaunistico. Oggi Cervia è una raffinata città delle vacanze con i suoi nove chilometri di litorale sabbioso su cui si affacciano Milano Marittima, Pinarella e Tagliata.

Lasciata la riviera si può esplorare la ricca pianura che svela i suoi gioielli d’arte: Bagnacavallo, Lugo, Russi e Bagnara di Romagna. Doverosa una sosta a Faenza, per ammirare la Cattedrale, il Palazzo del Podestà, quello dei Manfredi, Palazzo Milzetti, il Teatro Masini e naturalmente il Museo internazionale delle Ceramiche.

Poi, salendo verso le colline, si incontrano il borgo di Brisighella, sovrastato da tre picchi rocciosi e attraversato dalla suggestiva Via degli Asini; Riolo Terme con la sua poderosa Rocca quattrocentesca e, al centro della vallata del Senio, Casola Valsenio che ospita una singolare "fabbrica" di erbe aromatiche, medicamentose e cosmetiche: il Giardino delle erbe officinali.

Una volta a tavola, ancor prima di decidere tra terra e mare, le due anime della gastronomia locale, aprite secondo l’usanza con piada fichi caramellati e squacquerone (il più buono è quello lavorato col sale dolce di Cervia), o piada radicchio e bruciatini.

Le Saline di Cervia
Per oltre un millennio l’economia cervese è stata determinata dalla produzione delle sue saline. Oggi, la "cava d’oro bianco", porta sud di accesso al Parco del Delta del Po, copre un territorio di ottocento ettari, di grande pregio naturalistico. Tra gli ospiti più frequenti in salina, i fenicotteri rosa, i cavalieri d’Italia, le avocette, gli aironi.
Sarà per l’ambiente stupendo, sarà per la pratica secolare, fatto è che il sale di Cervia è unico. Fleur du sel lo chiamano i francesi per la sua dolcezza; è dolce, non perché sali meno, ma per la limitata presenza di sali amari. Per l’eccezionale qualità del sale che viene prodotto, la Salina Camillone, ultimo esempio di conduzione artigianale a raccolta multipla, è diventata presidio Slow Food. Il sale marino integrale di Cervia viene raccolto e confezionato secondo tradizione: non viene essiccato artifi cialmente, né trattato con addittivi e presenta la naturale umidità del sale non raffinato, conservando tutti i minerali presenti nell’acqua di mare. Oltre al sale marino integrale grosso, e a quello della Salina Camillone, vengono anche prodotti il Salfiore di Romagna, sale medio fine integrale e il Salfiore di Cervia, la vera eccellenza del sale, raccolto in piccole quantità sulla superficie dell’acqua dei bacini salanti. Per le sue caratteristiche è particolarmente apprezzato nella gastronomia e nella produzione di salumi e formaggi, perfino la cioccolateria ha scoperto la prelibatezza del cioccolato al sale dolce di Cervia. Ed è proprio il sale che, secondo un’antica usanza e con un preciso cerimoniale, ogni anno viene donato al Papa. Il sale di Cervia entra così a far parte dei prodotti usati alla mensa del Santo Padre. Molto gustosi anche i sali aromatizzati con le erbe del giardino di Casola Valsenio per condire carni, pesci e verdure. Numerose le preparazioni al sale nei ristoranti cervesi, dal branzino in crosta di sale ai fi letti di sardoncino al sale dolce. Dalle saline arrivano anche i "buratel", le piccole anguille, per uno squisito brodetto alla moda locale.

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